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Come si diventa autorevoli sul web: intervista a Carlo Pagliai

"Sono un soggetto che ha suscitato molte impressioni diversificate e tra queste ritengo più coerenti la sete di conoscenza e di approfondimento interdisciplinare; qualche detrattore invece tende a vedermi come un provocatore condito da un pizzico di stronzedine."

Carlo Pagliai è un ingegnere urbanista di Empoli che da circa un anno ha dato grande impulso alla sua attività aprendo un blog, che rappresenta il suo unico canale di marketing. i numeri raggiunti da Carlo in meno di 12 mesi sono ragguardevoli: oltre 400 visitatori unici al giorno, oltre 30 richieste di consulenza al mese da tutta Italia, svariati inviti a presenziare eventi come relatore.

Oggi gli ho fatto alcune domande per capire se questi risultati sono alla portata di tutti, quali sono i principali ostacoli che ha affrontato nel promuovere il suo blog www.studiotecnicopagliai.it e quali suggerimenti può dare a chi intende migliorare la propria visibilità su web.

Maxim: “Carlo, è un piacere ospitarti sul blog. Ho avuto modo di frequentarti offline, e ti sei rivelato una splendida persona. Secondo te, chi è in realtà Carlo Pagliai? Quali sono i suoi valori, e in che direzione sta andando?”

Carlo: “La scala di valori sta nella radice viscerale umana, e influisce le reazioni impulsive ed emozionali; nel caso di me stesso li vorrei individuare nell’integrità e nel successo.
Carlo Pagliai, chi è costui, dici tu?
Diciamo un soggetto che ha suscitato molte impressioni diversificate e tra queste ritengo più coerenti la sete di conoscenza e di approfondimento interdisciplinare; qualche detrattore tende invece a vedermi come un provocatore condito da un pizzico di stronzedine, miscela peraltro diffusa in natura. Lasciamo ai lettori l’ardua sentenza su questo lato.”

Maxim: “Tra il miliardo di cose che riesci a sviluppare contemporaneamente, ed anche terminare, spicca particolarmente la notorietà che hai raggiunto con la tua attività di ingegnere civile e urbanista. Ci vuoi raccontare come sta andando?”

Carlo: “Cosi rischi di dipingermi come multitasking. Scherzi a parte, il momento storico che sta attraversando il settore edilizio altro non è che una tragedia annunciata, e puntualmente ignorata dagli operatori del settore edilizio, professionisti tecnici in primis; per quanto mi riguarda nella mia attività professionale ho privilegiato la ricerca e l’attività di consulenza specialistica verso alcuni settori, piuttosto che rimanere impaludato nella matassa generalistica.”

Maxim: “Perché hai deciso di aprire un blog sul sito del tuo studio tecnico, e come lo hai sviluppato nel tempo?”

Carlo: “Occorreva uno strumento di interfaccia col mondo esterno, che mi permettesse di connettermi con una serie di colleghi (geometri, ingegneri e architetti) e documentazioni indispensabili per quel percorso di crescita professionale prefissato.
Inoltre, l’obbiettivo fondamentale consiste nell’esaminare i problemi già affrontati e le relative strategie efficaci attuate, condividendone le impostazioni generali con i molti lettori che ormai seguono il sito assiduamente. Il valore aggiunto di tutto ciò è l’opinione personale che vi introduco sempre.
Ti svelo un segreto noto finora ai miei compagni di scuola superiore: non ho mai preso una sufficienza ad un compito di italiano scritto, eppure il blogging è stato un potente motore di automiglioramento interattivo; questo è rivolto a chi ti dirà “No Massimo, dai, io che scrivo articoli su internet, mica sono Umberto Eco.”

Una foto pubblicata da Massimo Ciotta (@maximdesign) in data:


Maxim e Carlo durante l’intervista… molto rilassata!

Maxim: “Quale strategia hai adottato? Come hai iniziato a portare traffico verso il sito, e quale ruolo hanno rivestito i social media? Generi più visite dal blog o da Facebook?”

Carlo: “Principalmente bersaglio specifici tematiche urbanistiche e scientifiche, principalmente oggetto di dibattito dei professionisti; una volta individuati, li analizzo col duplice obiettivo di fare una ricerca preventiva rivolta a me stesso ponendomi un quesito, e in seguito di pubblicarne le conclusioni per discuterne sui social più adatti all’argomento. Il risultato è quello di una molteplice crescita reciproca. I social e forum sono dei veri flussi-canalizzatori di traffico, incidenti notevolmente sul traffico.
In tutto ciò vi è da aggiungere un mio particolare stile di composizione e argomentazione frammisto a copywriting e storytelling (grazie anche all’esperienza di storia locale), a tratti irriverente e sarcastico, senza allontanarmi troppo dalla stesura tecnica.”

Maxim: “Ci sono stati dei momenti nei quali non eri molto convinto di quello che stavi facendo, e hai meditato di lasciar perdere?”

Carlo: “No. Ad essere sincero il sito ha avuto una costante crescita lineare e a tratti esponenziale. Ero inoltre certo della sua utilitas.”

Maxim: “Secondo te quali sono i punti di forza che ti hanno permesso di portare il blog al successo? Hai conoscenze tecniche su WordPress o ti lasci aiutare dai professionisti? Oppure reputi che il valore dei contenuti sia stato il tuo asso nella manica?”

Carlo: “Fortuna volle che la mia curiosità si sia incanalata anche nel filone dell’informatica. Mi avvalgo della piattaforma WordPress, veramente intuitiva e facile da utilizzare, e al contempo dotata di enormi potenzialità; il suo punto di forza è l’immediata comprensione anche per i principianti.
Le principali leve del successo sono stati il valore aggiunto dei contenuti, sia per peculiarità sia come formato di stesura: in genere cerco di scindere i miei articoli tecnici in due parti distinte: la prima acritica, obbiettiva per quanto possibile, e una seconda parte conclusiva eminentemente critica. Lo scopo voluto è quello di addentrarsi in quella che chiamano economia dell’autorevolezza.”

carlo pagliai mappeMaxim: “A proposito dei contenuti, come scegli gli argomenti da trattare? Esiste un metodo replicabile per decidere di cosa parlare, ed essere sicuri di pubblicare riflessioni di sicuro interesse per il pubblico?”

Carlo: “La selezione avviene di fatto automaticamente: seguendo alcuni filoni, come ad esempio la normativa urbanistica, sono loro stessi che si susseguono e articolano in una reazione a catena, ed è sufficiente seguirne le evoluzioni mantenendo elevato il proprio interesse.
Non credo sia un modello replicabile, o quanto meno occorre una certa mole di nozioni sedimentate con molto tempo e predisposte attitudini alla ricerca interdisciplinare, quest’ultime innate.”

Maxim: “Nell’empolese sei conosciuto per la tua totale impermeabilità a correnti politiche, associazioni, gruppi di potere. Ci sono stati dei momenti in cui qualcuno ha minacciato di ostacolare il tuo cammino, se tu non avessi accettato dei compromessi non allineati ai tuoi valori?”

Carlo: “La cosiddetta integrità finora ha caratterizzato il mio percorso sia in ambito professionale che culturale; bisogna ammettere che in Italia (e a livello locale) per certi aspetti è un fattore limitante, per altri è un alto valore non riproducibile.
Nel primo caso si viene infilati nella categoria dei “sospetti”, nel secondo caso si viene particolarmente ascoltati anche da persone di rilievo. Purtroppo gli italiani sono inconsapevolmente educati alla contrapposizione, il cui slogan si può sintetizzare o con noi, o contro di noi.
L’aforisma espresso da un mio amico casca a fagiolo:

“il problema non è essere non allineato, ma è il non essere allineabile”

In effetti ci sono stati certi tentativi di freno, ma in buona parte subdoli e inefficaci.”

Maxim: “Una volta ti ho sentito dire: mi sono caduti i peli dalla lingua. In effetti, tutti ti conoscono per le tue posizioni controverse, e per la capacità e la volontà di sfidare il pensiero comune. Quanto è strumentale andare controcorrente in un percorso di acquisizione di notorietà, e quanto lo fai consapevolmente?”

Carlo: “Non credo di farlo volutamente, direi alquanto visceralmente; succede spesso a chi cerca ragionare in maniera libera non conformandosi al pensiero prevalente, venendo bollato agli occhi della società come soggetto controverso, anticonformista o in certi casi nemico.
Per quanto riguarda la notorietà, puoi raggiungerla attraverso diversi approcci di personal branding, in primis suscitando emozioni e interessi negli altri; ritengo di credere che un pensatore, libero e in posizione di terzietà, oggi più che mai abbia l’opportunità di convertire il proprio valore intellettuale in successo.”

Maxim: “Ritieni che i tuoi colleghi siano consapevoli delle potenzialità offerte dagli strumenti di web marketing? Come valuti lo stato di consapevolezza della comunicazione su web, in generale, nel tuo settore?”

Carlo: “Non è elegante esprimere generiche valutazioni verso i colleghi e categorie professionali, non sarebbe deontologico. Diciamo che c’è una nuova crescente esigenza di alfabetizzazione digitale, ma soprattutto in questo paese è in atto un cambiamento epocale di vasta portata sul piano culturale: Robert Kiyosaky lo preannunciava già nel 2004 per il suo paese (gli USA, ndM) e si è avverato.
Ora la stessa cosa sta iniziando qua: se consideriamo che l’Italia mediamente è in ritardo di circa dieci anni su ciò che è avanguardia e innovazione, il conto torna; basti vedere quanto accaduto con energie rinnovabili, internet e le politiche urbanistiche, e mi fermo qui.”

Maxim: “Carlo Pagliai è anche uno degli storici più famosi a Empoli e dintorni. Ci vuoi raccontare come è nata l’associazione Della Storia di Empoli?”

Carlo: “Prendo il titolo di storico come attestato di fiducia, anche se è più appropriato per chi si prepara con specifici corsi universitari, mentre io ho seguito una formazione tecnica per geometri, poi di ingegneria e urbanistica: ciò nonostante ha prevalso l’interesse di coniugare le nozioni acquisite in questo percorso con altre non direttamente affini.
L’associazione è stato uno degli ultimi atti del ciclo; il progetto Della Storia d’Empoli partì per gli stessi motivi per cui decisi di aprire il blog tecnico urbanistico: la necessità di connettere persone e materiali in target e soprattutto l’esigenza di uno strumento per accelerare efficacemente le mie ricerche.”

della-storia-empoli

Maxim: “Quali sono i sogni nel cassetto di Carlo?”

Carlo: “Proseguire costantemente la crescita personale e professionale è l’obiettivo perentorio; il sogno principale per me sarebbe vivere sulla costa marittima.”

Visita il Blog dello Studio Tecnico Pagliai!

2 Commenti. Vuoi partecipare alla discussione?

  • Tommaso Mazzoni Dpro

    13 Ottobre 2015 alle 16:53 Rispondi

    Ho letto assai volentieri l’ottima intervista a questo eccezionale personaggio che è Carlo Pagliai.
    Dal mio canto e per diretta conoscenza, potrei però aggiungere che quanto ne è trasparito non mi appare tuttavia sufficiente.
    Tuttavia, non potendo entrare qui in particolari che ne determinerebbero aggiunte da elevarlo ancóra più in alto, affermo soltanto che il tempo non potrà che giocare a favore di Carlo Pagliai.
    Mi sento infatti sicuro e convinto del suo agire professionale serio e coscienzioso, nonché entro quell’amplissimo àmbito culturale, che coltivandolo costantemente, va a ricadere a vantaggio delle persone che gli sono vicine: si avvantaggia chi lo segue e anche, per non dire soprattutto, ne traggono e ne trarranno giovamento coloro che si stanno avvalendo e che si avvarranno della sua preziosa e non comune opera professionale.
    Tommaso Mazzoni Dpro.

    • maxim

      14 Ottobre 2015 alle 09:04 Rispondi

      Buongiorno Tommaso,

      sono pienamente d’accordo con te.
      Lo spessore della persona di Carlo è indiscutibile, tanto che, come gli ho detto, avrei dovuto fargli almeno 2 interviste per tratteggiare su monitor il personaggio che conosco io.
      Purtroppo il medium che ho adottato – l’articolo – ha pregi e svantaggi.
      Ho stabilito pertanto di soffermarmi sull’aspetto che è più coerente con la mia linea editoriale, ovvero come accrescere l’autorevolezza di un’attività produttiva, ed il relativo volume di nuovi clienti, attraverso strumenti di web marketing.

      Grazie per il contributo!

      Massimo Ciotta

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